Google Tag Manager si aggiorna: cosa cambia per il tuo sito

di Riccardo Mariani

Google Tag Manager si aggiorna: cosa cambia per il tuo sito

Se in questi giorni apri Google Tag Manager, è probabile che ti trovi davanti un banner nuovo che ti invita a ottimizzare il container. Google la chiama Optimized Tagging Experience. In pratica cambia il modo in cui Tag Manager comunica con Google Analytics e Google Ads.

Niente panico. Però io non cliccherei subito.

Cosa cambia, in parole semplici

Finora, su molti siti, Tag Manager caricava a sua volta il Google tag, cioè il pezzo di codice che manda i dati a Google Analytics e a Google Ads. Con l’aggiornamento il Google tag viene inglobato in Tag Manager, e le impostazioni comuni (per esempio quali domini fanno parte del tuo sito) si gestiscono in un posto solo invece che tag per tag.

L’idea mi sembra sensata. Google dice anche che il sito sarà più leggero, perché il browser scarica meno codice. Di quanto, onestamente, dipende dal sito: va misurato prima e dopo.

Gli eventi che hai già configurato restano dove sono, così come le conversioni e i tag di Meta o LinkedIn.

È obbligatorio?

No. Per ora Google lo presenta come un aggiornamento consigliato ma facoltativo, e non applica nessuna modifica in automatico. Il momento lo scegli tu, e conviene sceglierlo bene: la settimana prima dei saldi o di una campagna importante non è quella giusta.

Due cose a cui fare attenzione

Gli accessi, prima di tutto. Durante l’aggiornamento Tag Manager si collega agli account Google Analytics e Google Ads, e chi ha accesso a quegli account può vedere anche il contenuto del container. Solo vederlo, non modificarlo, e l’impostazione si può cambiare. In un’azienda di solito non fa differenza. Un’agenzia che lavora sugli account dei clienti farebbe bene a parlarne con loro prima.

Poi le impostazioni. Se sul sito ci sono più tag Google configurati in modo diverso, l’aggiornamento li porta tutti a una configurazione comune. A volte quelle differenze erano un errore, e allora tanto meglio. Altre volte erano volute, e in quel caso conviene far controllare tutto a chi ha impostato il tracciamento.

Cosa fare, in pratica

  1. Non cliccare sul banner solo per toglierlo di mezzo.
  2. Fai controllare il container a chi segue il tracciamento: quali tag ci sono, come sono configurati, chi deve avere accesso.
  3. Fai l’aggiornamento in un periodo tranquillo e verifica in anteprima che conversioni e consenso cookie funzionino come prima.
  4. Poi pubblica. Se qualcosa non va, si può tornare alla versione precedente del container.

Su un sito vetrina è questione di poco. Su un e-commerce con Google Ads, Consent Mode e magari un tracciamento server-side ci vuole più attenzione, perché le conversioni perse in quei giorni non tornano più. Al momento Google non ha annunciato scadenze, quindi il tempo per farlo bene c’è.

Vuoi una mano?

Se vuoi che dia un’occhiata al container di Tag Manager, tuo o dei tuoi clienti, scrivimi. Qui trovi come lavoro su tracking e analytics.

Per i dettagli tecnici ci sono la pagina ufficiale di Google e la guida passo passo di Analytics Mania, con il relativo video.

Riccardo Mariani

Riccardo Mariani

Sviluppatore WordPress e WooCommerce e consulente di web marketing da più di 15 anni. Lavoro con PMI e agenzie su siti, tracciamento e campagne. Chi sono · Contattami

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