Consent Mode v2: cosa cambia per le campagne Google Ads delle PMI

di Riccardo Mariani

Consent Mode v2: cosa cambia per le campagne Google Ads delle PMI

Da quando Google ha reso obbligatorio il Consent Mode v2 per chi fa pubblicità verso utenti dello Spazio Economico Europeo, molte PMI hanno notato qualcosa di strano: meno conversioni registrate, liste di remarketing che non crescono, avvisi nell’account Google Ads. Spesso la campagna non c’entra. Il problema è come il consenso viene comunicato a Google.

Cos’è il Consent Mode

È il meccanismo con cui il sito comunica ai tag di Google cosa ha scelto l’utente nel banner cookie. Con il consenso pieno i tag funzionano normalmente. Senza consenso mandano solo segnali anonimi, senza cookie.

La versione 2 ha aggiunto due parametri:

  • ad_user_data, il consenso a inviare a Google dati dell’utente per finalità pubblicitarie
  • ad_personalization, il consenso alla pubblicità personalizzata, cioè al remarketing

Cosa succede se manca

  • Le conversioni degli utenti europei possono non essere attribuite correttamente.
  • Le liste di remarketing e i segmenti di pubblico smettono di popolarsi.
  • La modellazione delle conversioni, con cui Google stima quelle mancanti, non può funzionare.

Modalità base e modalità avanzata

Nella modalità base i tag di Google non vengono caricati finché l’utente non accetta. Nella modalità avanzata vengono caricati comunque, ma senza consenso mandano solo ping anonimi, che Google usa per stimare le conversioni. Quale scegliere dipende dalla valutazione legale dell’azienda e da come è configurata la piattaforma di consenso: non è una decisione da prendere solo guardando i numeri.

Come verificare che sia tutto a posto

  1. Usa una CMP (Consent Management Platform) certificata da Google e collegata a Google Tag Manager.
  2. Imposta i valori di consenso predefiniti prima che parta qualsiasi tag.
  3. Con l’anteprima di Tag Manager controlla che i quattro parametri (ad_storage, analytics_storage, ad_user_data, ad_personalization) cambino dopo la scelta dell’utente.
  4. Guarda lo stato del consenso nella sezione Diagnostica di Google Ads e di GA4.
  5. Confronta le conversioni prima e dopo l’intervento.

Il Consent Mode non sostituisce il banner cookie e non rende lecito tracciare senza consenso. Serve solo a far arrivare correttamente agli strumenti di Google le scelte dell’utente.

Il mio consiglio

Per una PMI che investe in Google Ads, sistemare il consenso è uno degli interventi più convenienti che si possano fare: poche ore di lavoro e gli algoritmi tornano a ottimizzare su dati più completi. Se poi vuoi spingerti oltre, il passo successivo è il tracciamento server-side.

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Riccardo Mariani

Riccardo Mariani

Sviluppatore WordPress e WooCommerce e consulente di web marketing da più di 15 anni. Lavoro con PMI e agenzie su siti, tracciamento e campagne. Chi sono · Contattami

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